La storia

Nerini spa – articoli per tappezzeria – ha festeggiato nel 2024 sessant’anni di attività. A guidarla oggi ci sono Alessandro e Cristina Nerini, la seconda generazione di una famiglia che ha creato e fatto crescere una realtà che conta oggi decine di collaboratori diretti.

Le origini:

La tenacia di Giovanni

Tutto nasce dal fondatore, Giovanni Nerini, originario di Panzano nel Mugello. Nel 1960 si trasferì con la famiglia a Prato, dove, grazie al padre Guido, entrò nel mondo dei cenciaioli, gli artigiani che selezionavano gli stracci per creare nuovi tessuti.

Dopo un periodo come operaio, nel 1964 Giovanni si iscrisse all’artigianato come lavoratore in proprio, raccoglitore di stracci di juta, per aiutare il padre anziano. Scoprì presto che la juta era molto richiesta dai tappezzieri, che la utilizzavano sotto i paglioli delle sedie. Così cominciò a rifornire gli artigiani della zona, soprattutto a Quarrata, cuore della tappezzeria toscana.

Nonostante le difficoltà iniziali — le trasferte, le porte chiuse, la diffidenza verso chi veniva “da fuori” — il lavoro iniziò a crescere. Con l’aiuto del fratello Franco, Giovanni ampliò l’offerta a materiali come nylon, stoffe, cerniere e fili.

Nel 1972 nacque ufficialmente la “Nerini Giovanni e Franco – articoli per tappezzieri”, proprio nell’anno in cui venne a mancare il patriarca Guido.

Da impresa familiare a società per azioni

Negli anni ’80 l’azienda continuò a svilupparsi fino alla costituzione, nel 1989, della Nerini spa.
La sede operativa, da sempre a Prato, venne trasferita a Quarrata, in via Vecchia Fiorentina, negli spazi di una storica fabbrica di salotti. È qui che la ditta si trova ancora oggi: 15.000 mq di superficie, di cui 10.000 coperti da magazzini che ogni giorno movimentano oltre cento spedizioni tra camion aziendali e corrieri.

«Se siamo arrivati fin qui, il merito è della famiglia»

racconta Alessandro Nerini. «Famiglia intesa anche come tutti coloro che lavorano con noi. Cerchiamo di far sentire importante ogni collaboratore, dando per primi l’esempio del rispetto reciproco: è ciò che ci hanno insegnato i nostri genitori».

Accanto a Giovanni, infatti, c’è sempre stata Anna Zanieri, moglie e perno della famiglia, ancora oggi presente in azienda con la sua esperienza. È grazie a lei se la storia della Nerini è oggi documentata ufficialmente: ha raccolto tutti i ricordi in un diario depositato presso la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale Onlus di Pieve Santo Stefano, riconosciuto come documento di interesse pubblico.

Le sfide, la crisi e la rinascita

Come molte realtà manifatturiere, anche la Nerini ha affrontato momenti difficili.
«La crisi del 2008 è stata durissima» ricorda Alessandro. «Tra il 2008 e il 2014 abbiamo visto chiudere circa ottanta aziende nostre clienti. È stato un colpo economico ed emotivo».
«Dietro quelle chiusure c’erano famiglie come la nostra» aggiunge Cristina. «Spesso alla seconda generazione di imprenditori». Nel 2022, inoltre, Giovanni muore e la famiglia ne porta avanti l’eredità e lo spirito imprenditoriale.

Il segreto per resistere? «Non limitarsi a stare al passo coi tempi, ma anticiparli» precisa Alessandro evocando il padre. Proprio questa capacità di guardare avanti ha portato la Nerini a puntare su un settore in forte crescita: le meccaniche e i meccanismi relax, che permettono il movimento di poltrone e divani.

Oggi l’azienda è leader in Italia in questo campo e collabora con marchi della grande distribuzione e brand internazionali.